Primo caso di Difterite in Italia, si teme anche per il morbillo e la poliomielite

Ci sarebbe stato un primo caso di Difterite in italia, ad affermarlo è stato il presidente dell'Istituto superiore di Sanità spiegando che dipende dal calo dei vaccini

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Walter Ricciardi, presidente dell’Istituto superiore della Sanità in Italia ha lanciato un allarme che riguarda la Difterite ed altre malattie contagiose. Pare infatti che si sia verificato un primo caso in Italia, anche se l’uomo non ha voluto specificare in quale città sia avvenuto. Si teme anche per il morbillo e la poliomielite.

Il ritorno della Difterite in Italia, stando a quanto afferma Walter Ricciardi, sarebbe una diretta conseguenze del calo delle vaccinazioni registrate nel nostro paese negli ultimi anni. La Difterite è una malattia che può colpire tutti, ma i soggetti più a rischio sono proprio i bambini che non si sono sottoposti alla vaccinazione.

La Difterite viene provocata da un batterio chiamato Corynebacterium diphtheriae che, una volta insinuatosi nell’organismo della persona, provoca il danneggiamento e la distruzione di organi vitali quali tonsille, gola e naso. Altri casi sono stati già registrati anche in altre parti dell’Europa. Ad esempio in Belgio, circa tre mesi fa, un bambino di tre anni ha perso la vita.

Oltre alla Difterite, Walter Ricciardi ha lanciato l’allarme anche per altre due malattie come il morbillo e la poliomielite che presto potrebbero far ritorno in Italia. In particolare la seconda, quella più pericolosa, sarebbe già giunta in Albania e presto potrebbe entrare anche nel nostro paese.

Walter Ricciardi ha spiegato che l’effetto gregge non sarebbe più presente in Italia in quanto la percentuale di vaccinazione sarebbe giunta al di sotto della soglia del 95%. L’effetto gregge è quel particolare meccanismo mediante il quale, anche chi non si è vaccinato, risultato tutelato visto che la maggior parte della popolazione lo è.

Stando alle ultime rilevazioni effettuate dall’ISS, in Italia la soglia delle vaccinazioni si è fermata a 93,4%. In alcune regioni addirittura sarebbe arrivata a 90,3%. Sono soltanto cinque le regioni che, dall’ultima rilevazione, risultavano aver superato, seppur di poco, la soglia minima del 95%.