Letargo? Non solo per gli animali

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Dei ricercatori dell’Università di Pisa hanno studiato il fenomeno ed hanno scoperto che non sono solo gli animali ad andare in letargo, ma anche alcune piante possono farlo.

La pubblicazione del relativo studio, sulla rivista scientifica internazionale ‘PlosOne’, evidenzia la capacità della Festuca arundinacea L., una pianta erbacea, di utilizzare questo metodo, del letargo appunto, per riuscire a tollerare condizioni ambientali estremamente avverse per lunghi periodi di tempo.

Gli studiosi, hanno scoperto che la Festuca, è in grado in particolare di produrre germogli in condizioni di buio totale con temperature intorno ai 4 °C e di crescere in queste condizioni per circa 200 giorni, anche se a velocità molto ridotta. Passato questo periodo se le condizioni ambientali non dovessero migliorare la pianta è in grado di rallentare drasticamente il suo metabolismo ed interrompere la crescita in attesa che le presupposti ambientali ritornino ad essere più favorevoli.

Se esposta alla luce e ad una temperatura accettabili (23°C), la pianta riesce a riprendersi e a riattivarsi, sviluppando nuovamente l’apparato fotosintetico che nel giro di qualche ora farà riprendere il ciclo della crescita.