Buona Scuola. Le firme raccolte sono insufficienti: niente referendum!

Nella giornata di ieri, martedì 15 novembre 2016, la Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza renendo noto che il referendum per abrogare alcune norme contenute nella "Buona Scuola" non si farà perché non sono state raccolte firme sufficienti.

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Nella giornata di ieri, martedì 15 novembre 2016, la Corte di Cassazione ha emesso un’ordinanza con la quale ha reso noto che il referendum per abrogare alcune norme contenute nella “Buona Scuola“, la legge 107, non si farà perché non sono state raccolte le firme sufficienti.

La legge prevede infatti che per poter darsi vita ad un referendum è necessario che ogni singolo quesito richiesto raccolga le firme di almeno 500.000 elettori. Nel caso di specie, i quesiti dovevano essere quattro, ma nessuno di essi è riuscito a superare la fatidica soglia. Il quesito che ci è andato più vicino è stato quello relativo ai poteri discrezionali che vengono riconosciuti al dirigente scolastico, il quale si è fermato a quota 489.019.

Interpellata subito dopo la pubblicazione della suddetta ordinanza, la leader Cgil Susanna Camusso ha evidenziato che la battaglia contro la legge 107 andrà avanti nonostante non sia stato raggiunto il numero di firme sufficienti per ottenere il referendum abrogativo atteso che la norma, così come è strutturata, non è per niente buona.

Tra i punti contestati non solo i rilevanti poteri che vengono concessi al dirigente scolastico, ma anche i finanziamenti privati alla scuole, l’alternanza scuola lavoro ed, infine, quello che prevede una valutazione dei docenti. La battaglia continua. Staremo a vedere se la Buona Scuola riuscirà a resistere ai continui attacchi.